
Sicuramente un provvedimento che farà molto parlare di se nei prossimi giorni. Queste sono le conseguenze dell’ormai celebre hack che ha colpito dopo 4 anni la console Playstation 3 che vantava sicuramente un lungo periodo di resistenza dai vari hackeraggi degli smanettoni. Il magistrato federale Joseph Spero ha approvato una richiesta da parte di Sony contro il sito dell’hacker GeoHot, non solo, anche nei confronti di YouTube, Google e Twitter, per identificare ed avere informazioni su chi ha avuto accesso, ha commentato, o visualizzato informazioni relative al discorso hacking PS3. Nel migliore dei casi si tratta di pigrizia da parte di Sony e irresponsabilità del Magistrato Spero, e nel peggiore dei casi si tratta di una violazione deliberata e dannosa della privacy.
Tecnicamente parlando questa non è sicuramente la miglior soluzione per contrastare la pirateria, che anche noi di GR condanniamo. L’ottenere informazioni sulla navigazione di noi utenti (colpevoli o non colpevoli di aver modificato la PS3) non è una contromisura idonea. Chiunque sia arrivato su quel sito o abbia voluto visualizzare i video sarà in quella lista nera, che Sony dice di trattare con la massima riservatezza, una garanzia che non ha alcun tipo di valore. La telenovela jailbreak continua a evolversi e non mancheremo di riportare ulteriori notizie.
Se ti è piaciuto questo articolo posta un commento oppure condividilo con i tuoi amici!











L’unica lotta alla pirateria sensata prevede l’abbassamento dei prezzi dei prodotti. Se le SH mettessero in commercio i propri giochi a 15 euro, nessuno ne spenderebbe 5 per una copia pirata.
parole sante Armaghast